Stephen Shore & Robert Adams
27 Maggio, 2007
Questi i due illustri fotografi di cui voglio seguire un po’ le orme.
Stephen Shore mi interessa particolarmente per quanto riguarda i ritratti poichè egli cerca di ottenere un equilibrio tra mondo esterno e fotografo, ovvero un punto assoluto in cui il fotografo si ritira dietro il mondo visibile e si dissolve nella struttura formale dell’immagine quindi egli si rende presente in essa.
Inoltre lo trovo particolarmente interessante poichè dice di non varcare mai i limiti della naturalezza; perchè ogni eccesso risulta nocivo al fine della rappresentazione.
Robert Adams invece mi interessa per la sua concezione dello spazio poichè sostiene che i fotografi migliori affrontarono lo spazio come un enigma antiteatrale, un palcoscenico senza centro. Le immagini hanno qualcosa di banale, ma è proprio la semplice superficie delle cose che ci porta a legittimare la difficile rivendicazione del fotografo, la coerenza col paesaggio. Nel riconoscere le qualità comuni dei luoghi, sappiamo che questo è il nostro mondo e che il fotografo non ha barato per cercarvi un senso.